E’ alta l’attenzione dei media sul tema del ritorno delle gare di Coppa del mondo sulla Stelvio di Bormio. Se ne parla molto, ma non sempre nei termini adeguati.

Per fare chiarezza e per rimettere ordine nella materia, scende in campo l’amministratore delegato della Società Impianti Bormio (Sib), Valeriano Giacomelli.
“La carenza di precipitazioni nevose, negli ultimi anni – ha detto Giacomelli, a margine della presentazione a Milano del progetto “Quando la Neve fa Scuola” – ci ha costretto a rinunciare negli ultimi due anni a far disputare la discesa sulla Stelvio, una delle piste più tecniche del mondo, per l’impossibilità oggettiva di poter innovare fino al paese. Era ed è necessario un potenziamento degli impianti, tema sul quale abbiamo avuto incontri a tutti i livelli, con FISI, FIS, Coni, Regione Lombardia”.

“Abbiamo raccolto l’impegno da parte delle istituzioni ad attivare un contributo che possa supportare la Sib nella realizzazione delle opere che sono strettamente necessarie per raggiungere l’obiettivo che tutti inseguiamo: quello di far disputare le gare di Coppa del mondo sulla Stelvio. La Sib si sta adoperando per lo scopo e abbiamo già dato il via ai lavori che permetteranno, non solo agli atleti, ma anche agli sciatori appassionati di sciare da inizio stagione su tutto il percorso della pista bormina”.

La SIB si metterà presto in contatto con gli storici organizzatori dell’evento per definire tutti i dettagli necessari perché le gare di dicembre tornino ad essere una vetrina per il mondo dello sci in Lombardia.

La pista Stelvio: il tracciato di Coppa del Mondo

La partenza è a quota 2.255 m, sopra La Rocca. Il percorso si sviluppa su quasi 3.230 m con un dislivello di 986 m. L’avvio è subito in picchiata e qui diventa fondamentale saper acquisire velocità per non perdere centesimi preziosi. Le prime curve sono subito impegnative e portano al salto La Rocca, dove comincia il bosco di pini, cembri e abeti.

Da qui ci si immette nel canalino Sertorelli, una diagonale di 300 metri dove l’accelerazione è notevole. Segue una stradina di 200 metri, la Fontana lunga, e gli insidiosi curvoni degli Ermellini fino alla diagonale più impegnativa e spettacolare di tutto il tracciato, la Carcentina, che si è rivelata decisiva in molte edizioni della Coppa del Mondo. Al termine della diagonale si raggiungono i prati del Ciuk (1.638 m), un pianoro di circa 100 metri. Da qui si arriva sul muro di San Pietro con un lungo salto toccando i massimi livelli di velocità; qui si registra la maggior pendenza di tutto il tracciato, il 60 %.

La Piana di San Pietro ci porta sul muro finale che inizia con una grande pendenza che non si addolcisce per almeno 200 metri. Qui si viaggia a più di 100 all’ora sino all’ultimo spettacolare salto prima del traguardo in Bormio paese (1.245 m).

Due minuti circa di pura adrenalina.

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