Un grande comprensorio per sci e snowboard, unendo Abetone, Cimone , Doganaccia e Corno alle Scale: oltre 120 chilometri di piste, con un unico skipass. Il sogno per il rilancio dell’economia sull’Appennino e l’Abetone è rimasto nel cassetto per oltre venti anni.

Con i 20 milioni di euro garantiti dal Governo “è coperto” il costo del nuovo maxi-impianto che potrebbe collegare il versante toscano sciistico e quello emiliano del’Appennino.

Il progetto per ora è ancora in fase preliminare, prevede un doppio collegamento: sul versante toscano, una funivia tra la località Doganaccia e il lago Scaffaiolo; sul versante emiliano, una seggiovia quadriposto tra il lago Scaffaiolo e il Corno alle Scale. In questo modo ci sarebbe un grande comprensorio unico tra Toscana ed Emilia-Romagna e aumenta l’attrattività dell’Appennino, ma anche dell’Abetone.

Oltre 20 milioni del governo, per creare una sorta di Appennino Superski, sulla scia del carosello delle Dolomiti con 1.200 chilometri di piste. L’opera chiave sarà questa funivia che collegherà la Doganaccia (Toscana), con il lago Scaffaiolo al Corno alle Scale (Emilia): costo 7 milioni e tre anni di tempo tra progettazione e costruzione. Per unire Cutigliano con la seggiovia de Le Regine all’Abetone basterà una navetta e 20 minuti di strada. Stessa soluzione per collegare il paesino di Faidello (in fondo alla seggiovia Pulicchio, Abetone) con Le Polle, da dove ci si potranno godere gli altri 50 chilometri di piste del Cimone.

L’accordo porta in Emilia-Romagna “investimenti importanti, mai arrivati prima nella nostra regione, per la valorizzazione turistica dell’Appennino”: 20 milioni di euro, divisi a meta” tra le due Regioni (10 e 10). Sommate alle risorse proprie messe già a bilancio da viale Aldo Moro, per l’Emilia-Romagna si arriva a “16 milioni nei prossimi tre anni- calcola Corsini- si creano le condizioni per un rilancio vero dell’Appennino”. Quei fondi, insiste, “devono essere un punto di partenza e vanno spesi bene per progetti strategico, finalizzati alla riqualificazione e al rilancio delle nostre stazioni sciistiche”, ma non guardando solo alla stagione fredda.

“In questa fase, comunque di crescita rispetto al 2015- segnala Corsini- l’Appennino ha bisogno di riposizionarsi e rilanciarsi. Non può ancorarsi solo agli sport invernali, che sono vincolati dal clima. Grazie a questi investimenti ci sara” la possibilità di riqualificare, ammodernare e creare nuove strutture per rilanciare anche l”offerta legata a primavera ed estate, perchè gli impianti servono anche a chi non scia ma ha la passione dell”escursionismo o del trekking”. Inoltre, la Regione mette a disposizione altri “15 milioni di euro nei bandi per la riqualificazione degli alberghi”.

I benefici di tutta questa operazione? «Oggi la permanenza media nel comprensorio dell’Abetone è di due-tre giorni — spiega Rolando Galli, presidente del Consorzio turistico Apm Abetone — Noi dobbiamo aumentare la qualità dei servizi e l’offerta delle piste, per intercettare i turisti che arrivano da Sud, ma anche quelli di Inghilterra, Olanda e Belgio, senza montagna ma con tantissimi sciatori: grazie ai voli low cost e ai prezzi da bassa stagione tra Pisa, Siena e Firenze, in molti integrerebbero la loro vacanza tra arte e sci».